Uno dei focus delle nostre
ricerche di marketing è costituito dall'attenzione
privilegiata ai processi di marketing territoriale.
Il punto di vista privilegiato è quello del cliente.
Il driver che ci guida è l'analisi e la verifica
diretta dei processi di relazione e contatto sul punto
d'acquisto come chiave interpretativa delle strategie
in atto.
Nell'esempio qui riportato ci dedichiamo
all'area di business dei mutui per la casa caratterizzata
recentemente da una dinamica competitiva particolarmente
accesa.
Nello specifico ci occupiamo di una
categoria di nuovi player, gli intermediari non finanziari,
destinati ad interpretare un ruolo sempre più
rilevante nello scenario competitivo. I dati sono aggiornati
al mese di agosto-settembre 2003.
Chi fosse interessati alla ricerca
completa in formato pdf, agli aggiornamenti o ad una
versione "su misura" può contattarci
al nostro indirizzo email: info@valueconsultinggroup.com
Il metodo
Attraverso la metodologia del mystery
shopping abbiamo valutato le strutture d’offerta, le
effettive condizioni praticate al cliente e le modalità
di relazione del consulente sul punto vendita di un
panel selezionato di intermediari non finanziari composto
dai seguenti player: Capitalmoney, Gabetti, Kiron, Rexfin.
La richiesta ha riguardato un finanziamento dell’importo
di circa 100.000 euro per una durata di 20 anni.
Lo scenario
Oltre 60 i punti Kiron e 40 quelli
Rexfin con grandi prospettive di crescita visti i dati
relativi alle reti collegate d’intermediazione mobiliare
Tecnocasa, oltre 2.000 punti, e Professione Casa, oltre
400. Più di 600 le filiali e i negozi in franchising
di Gabetti che vendono in esclusiva i prodotti Banca
Woolwich.
Lo scenario italiano nell’arena di
business dei finanziamenti per la casa costituito dagli
intermediari non bancari è in rapida ascesa per
quanto riguarda il numero dei competitori presenti e
i volumi intermediati. Oltre ai player direttamente
presi in considerazione nella ricerca altre realtà
in rapida affermazione sono ad esempio Tempocasa con
la propria rete Tempofin e il gruppo Open (ndr 229 affiliati
dichiarati sul proprio sito internet). A questi, ed
altri ancora, operatori nazionali vanno aggiunti numerosi
operatori locali: si tratta in molti casi non tanto
di intermediari o broker, ma di procacciatori d’affari
che pertanto si limitano ad offrire nel maggior numero
dei casi i prodotti di un unico operatore finanziario
(ndr Soluzione Mutui, operatore monofiliale che offre
solo mutui Banca Woolwich).
Nello scenario preso in esame abbiamo considerato un
campione eterogeneo che cerca di rappresentare in modo
completo il panorama competitivo quindi prendendo in
esame diversi profili: le reti di franchising d’intermediazione
creditizia come Kiron e Rexfin, le reti di emanazione
bancaria con vendita esclusiva di mutui proprietari
come Capitalmoney, le reti costituite da filiali dirette
con accordi di distribuzione in esclusiva come Gabetti.
Le opportunità
Un unico contatto per tutto il processo
di relazione e la possibilità per le banche di
sviluppare nuovi volumi. Ma il cliente non ha ancora
a disposizione un’offerta veramente indipendente.
Le opportunità più significative
per i competitori non bancari sono rappresentate dalla
possibilità di costituire per il cliente un unico
punto di riferimento: dalla ricerca della casa, all’acquisto,
alla richiesta e sottoscrizione del finanziamento. I
vantaggi per il cliente sono evidenti in termini di
risparmio di tempo e di servizio che si presuppone possa
avere un elevato contenuto consulenziale (valuteremo
nel paragrafo dedicato i costi economici). Maggiori
appaiono naturalmente le opportunità di scelta
offerte da quei competitori che fanno i broker e quindi
possono presentare al cliente più tipologie di
prodotto erogate da soggetti diversi.
Anche per i competitori bancari che siglano accordi
a diverso titolo con gli intermediari non finanziari
le opportunità sono evidenti dal momento che
possono “intercettare” alla fonte, senza rischi evidenti
di cannibalizzazione, i flussi provenienti dai clienti
delle società di compravendita immobiliare (nello
specifico le prime tre reti italiane).
La maggior specializzazione e formazione tecnica, la
presenza capillare sul territorio, le garanzie offerte
in termini di capacità di seguire il cliente
lungo l’intero processo, questi ed altri ancora appaiono
dunque essere i fattori alla base della rapida e costante
crescita dei punti vendita e dei volumi intermediati
che per alcune realtà iniziano a diventare decisamente
significativi (es. Kiron dichiara una percentuale dell’11%
sul totale di mutui erogati dal gruppo Unicredit).
Le strategie
Un’offerta di prodotto competitiva
nei costi dove il focus diventa il servizio e la sua
remunerazione. Il modello vincente sembra essere quello
che privilegia l’autonomia, ma il rischio è invece
quello di replicare logiche predefinite.
Come sostituire la filiale bancaria
tradizionale? Al di là del dato comune costituito
dall’obiettivo di andare incontro al cliente grazie
all’offerta di un servizio specializzato ad elevato
valore aggiunto, i competitori presentati in questa
ricerca dimostrano approcci differenti che sono almeno
in parte funzione degli asset proprietari.
Le variabili più evidenti e che in questo paragrafo
e nel successivo andiamo a considerare sono costituite
dall’ampiezza di scelta dei prodotti effettivamente
offerti, e dalle modalità di costruzione del
prezzo nelle sue due componenti principali: il prodotto
mutuo e gli altri costi bancari; il fee d’intermediazione.
Per quanto riguarda la scelta e quindi la verifica se
e quanto questi intermediari possano differenziarsi
competitivamente dalle banche in virtù della
maggiore elasticità dell’offerta, i risultati
emersi sono i seguenti: Capitalmoney non offre prodotti
in esclusiva e limita la propria offerta ai prodotti
banca 24/7 (o Banca Popolare di Bergamo), Gabetti distribuisce
i mutui Banca Woolwich (ndr anche prodotti esclusivi
secondo quanto detto dall’operatore), Kiron e Rexfin
distribuiscono, almeno localmente, i mutui di più
banche (dalla Banca Popolare di Intra alla Carige),
ma sulla piazza di Milano offrono solo i prodotti Adalya
(o Unicredit) con un vincolo ancora più esclusivo
naturalmente per Kiron.
Sembra pertanto nel complesso piuttosto limitata la
possibilità da parte del cliente di trovare presso
un intermediario non bancario un’offerta veramente più
articolata, o esclusiva, di quella che potrebbe trovare
nella filiale bancaria anche se per quanto riguarda
Gabetti, Kiron e Rexfin le convenzioni in essere garantiscono
una possibilità di scelta senz’altro più
che soddisfacente.
Per quanto riguarda il fee d’intermediazione ed in generale
la struttura economica dell’offerta, dobbiamo segnalare
soprattutto differenze notevoli in materia di trasparenza.
Rexfin e Kiron dichiarano espressamente spese di commissione
(fisse o percentuali), Gabetti e Capitalmoney denunciano
un costo zero con la differenza che nel caso di Gabetti
la verifica delle spese ed il confronto con quelle pubblicate
da Banca Woolwich sul sito internet conferma il dato
comunicato, mentre nel caso di Capitalmoney le spese
di istruttoria e di perizia sono decisamente superiori
a quelle di un mutuo omologo offerto dalla banca partecipante.
In generale questa trasparenza sui costi appare un notevole
elemento di frizione dal momento che, in mancanza ad
esempio di un modello ESIS, i preventivi rilasciati
al cliente non contengono informazioni dettagliate relative
al TAEG o all’effettiva rata a regime e sono confrontabili
in modo relativo.
La domanda “quanto mi costa il servizio?”, oppure “quanto
sono disposto a pagare in più per un servizio
completo?” non può essere soddisfatta in modo
dettagliato, ma è possibile affermare con certezza
che nel caso in particolare di Capitalmoney, il costo
appare piuttosto elevato.
Se invece ci riferiamo ad un unico parametro, quello
d’immediata percezione costituito dal tasso, la strategia
di Rexfin e Kiron appare la più efficace e diretta
dal momento che garantisce sui prodotti intermediati
condizioni migliori rispetto a quelle praticate sui
prodotti omologhi dalle stesse banche con le quali hanno
attivato la convenzione.
Nel paragrafo successivo cerchiamo di analizzare nel
dettaglio le singole condizioni economiche, pur dovendo
ancora una volta riaffermare il carattere indicativo
delle rate espresse nei preventivi consegnati che a
differenza delle rate indicate nel modello ESIS non
sono rate a regime.
Le condizioni economiche
Tassi attraenti e costi di commissione
chiari per Kiron e Rexfin. Offerta ricca e innovativa
e spese contenute per Gabetti. Spese eccessive e offerta
limitata per Capitalmoney.
Kiron ha presentato un mutuo a tasso
variabile, mutuo Giallo di Banca Adalya, con tasso pari
al 3,05% (Euribor 3 mesi +0,85% di spread) per una rata
di 557,10 euro (in questo caso manca la possibilità
di fare un confronto immediato con un mutuo Unicredit
dal momento che non è prevista la possibilità
di richiedere il preventivo online).
Lo spread presentato è il basso finora registrato
nelle nostre attività di mystery shopping ed
è valido per i mutui fino a 20 anni.
Sul fronte delle spese gli oneri bancari sono di 175
euro, le spese di perizia di 180 euro, la polizza incendio-scoppio
costa 460 euro e infine le spese d’istruttoria (il fee
di Kiron è proporzionale alla percentuale di
finanziamento erogato sul totale del valore dell’immobile
e può raggiungere anche il 2,5%) è pari
all’1% ovvero a 1.000 euro per un totale relativo alle
spese di ingresso di 1.815 euro alle quali vanno aggiunte
spese di incasso rata pari a 3,5 euro per una somma
complessiva di 840 euro.
Le spese totali equivalgono pertanto a 2.615 euro (rata
effettiva globale, data dalla somma di rata e quota
mensile spese totali, di 568 euro).
Rexfin ha presentato un mutuo Unicredit
Banca a tasso variabile con Euribor 3 mesi +spread 1,20%
per un totale pari al 3,35% ed una rata di 570 euro
(il calcolo esatto sulla base del tasso è di
572 euro).
Per quanto riguarda le spese non sono previste né
spese di perizia né di istruttoria, mentre le
spese di ingresso sono di 600 euro. La polizza incendio-scoppio
è di 100 euro all’anno. Le spese di incasso rata
sono comprese nelle spese di gestione del c/c ad apertura
obbligata pari a 7 euro al mese (si tratta con tutta
probabilità di Genius Light).
Le spese totali, canone c/c escluso, equivalgono a 2.600
euro (rata effettiva globale di 581 euro).
Sia per Kiron che per Rexfin manca
un confronto immediato con un prodotto del gruppo Unicredit,
data l’impossibilità di effettuare un preventivo
online, ma le due rate appaiono vantaggiose grazie agli
spread decisamente al di sotto della media del mercato.
Gabetti ha presentato quattro mutui
di Banca Woolwich: Giove, Sole, Plutone, Mercurio.
In particolare mutuo Sole è stato presentato
come prodotto esclusivo e prevede una struttura a rata
crescente e durata fissa con rata iniziale di 302 euro
e incremento mensile di 1 euro per ogni 50.000 euro
erogati (rata media ipotetica di circa 540 euro). Mutuo
Giove prevede invece una rata di 579 euro risultata
leggermente superiore alla rata ricavata da una richiesta
di preventivo online sul sito di Banca Woolwich, grazie
anche alle due rate d’ingresso a tasso fisso (rispettivamente
3,29% e 3,42% con rate pari a 569 e 576 euro).
Per quanto riguarda le spese d’ingresso entrambi i mutui
di Gabetti prevedono 309 euro di oneri bancari, nessuna
spesa di perizia, 77 euro di spese pratica (addebitate
sulla prima rata), 302 euro di assicurazione scoppio/incendio,
150 euro (pari allo 0,15%) di spese per lo svincolo
degli assegni circolari al rogito (Polizza “Pronto Cash”)
per un totale di 905 euro contro 959 euro per la versione
erogata direttamente da Banca Woolwich (le differenze
riguardano le spese d’istruttoria che in questo caso
sono di 150 euro anziché 309, ma sono più
che compensate dalle spese di perizia in questo caso
presenti e pari a 180 euro).
Nel totale delle spese Banca Woolwich risulta più
conveniente perché non vi sono spese di incasso
rata da aggiungere mentre Gabetti prevede una quota
di 5 euro a rata per spese amministrative per una somma
complessiva di 1.200 euro che porta le spese totali
a 2.105 euro (rata effettiva globale per mutuo Giove
pari a 588 euro).
E infine Capitalmoney. Il mutuo a
tasso variabile offerto presenta numerosi aspetti decisamente
peggiorativi rispetto ad esempio a mutuo Formula Open
di BPB.
Innanzitutto il tasso è più elevato in
virtù di un parametro diverso e di uno spread
maggiore, Euribor 6 mesi +1,69% contro Euribor 3 mesi
+1,50%, e della mancanza di un tasso promozionale d’ingresso
(TAN 3,88% contro 3,65%).
Alte le spese di istruttoria pari a 650 euro (contro
350) alle quali vanno aggiunte le spese di perizia di
360 euro.
Particolarmente elevate le spese di incasso rata di
euro 7,75 (non previste nel caso di mutuo Formula Open)
che da sole equivalgono a 1.860 euro.
Infine sono da aggiungere le spese obbligatorie per
la polizza scoppio/incendio pari a 180 euro all’anno
(totale 3.600 euro!) e per la polizza infortuni pari
a 240 euro all’anno suddivisa in quote di 20 euro incluse
nella rata mensile (totale 4.800 euro contro i circa
2.000 di Formula Open che non prevede invece la polizza
obbligatoria scoppio/incendio).
Le spese d’ingresso sono quindi pari a 1.090 euro (contro
i 350 di BPB) e le spese complessive pari ad oltre 11.000
euro ovvero più del 10% del totale erogato (contro
i circa 2.300 euro di BPB) che possono scendere a circa
9.000 se si apre il conto online 24/7 che consente di
cancellare le spese di incasso rata.
A fronte di questo dato di gran lunga superiore alla
media del panel, la rata dichiarata è risultata
di 590 euro (rata effettiva globale pari a circa 615
euro; rata effettiva globale corretta sulla base del
tasso comunicato pari a 645 euro).
La qualità relazionale
Preparati e disponibili tutti gli
operatori. Elegante il lay-out di filiale di Capitalmoney,
più semplici quelli di Kiron, Rexfin e Gabetti.
Molto strutturati i processi di comunicazione, istituzionale
e di prodotto, di Rexfin.
Soddisfacenti le valutazioni relative
alla qualità relazionale degli operatori. Per
quanto riguarda le modalità di contatto Capitalmoney
è l’unico competitore che non ha richiesto l’appuntamento
(mentre Gabetti ha richiesto le informazioni di base
utili per determinare in via preventiva l’offerta da
presentare).
Gli incontri sono durati dai 30 ai 45 minuti, in alcuni
casi i prodotti presentati sono stati diversi. Gli operatori
hanno dimostrato cortesia, competenza e disponibilità.
Nel caso di Kiron l’operatore si è soffermato,
su richiesta da parte del cliente, sul modello di business
societario, sottolineando i vantaggi inerenti alla collaborazione
con Tecnocasa e gruppo Unicredit, nonché l’ interesse-obbligo
di offrire prodotti a condizioni competitive.
Come già affermato in precedenza l’elemento privilegiato
di confronto è risultata essere la rata, non
il tasso (e naturalmente lo spread nel caso di Kiron
e Rexfin).
Le spese sono state descritte in modo esaustivo.
Per quanto riguarda il cross-selling, gli operatori
si sono generalmente attenuti alla presentazione dei
prodotti obbligatori, a parte qualche accenno a coperture
assicurative extra e nel caso di Gabetti alla carta
Barclaycard che è gratuita il primo anno per
chi sottoscrive il mutuo.
Sotto il profilo della documentazione
invece i processi non sono sembrati altrettanto strutturati
soprattutto per quanto riguarda Rexfin (foglio compilato
a mano) e Capitalmoney (foglio prestampato compilato
in parte a mano) mentre Gabetti ha presentato un prospetto
stampato e Kiron un modulo compilato a mano, ma su carta
intestata e piuttosto completo.
Sotto il profilo della comunicazione
sul punto vendita, Capitalmoney ha senz’altro presentato
il layout più elegante seguito da Gabetti. Più
spartani gli uffici di Rexfin e Kiron.
Per quanto riguarda infine la comunicazione pubblicitaria
Kiron non ha avuto rivali: al cliente è stata
consegnata una cartella Adalya contenente la brochure
di presentazione e i dèpliant relativi all’intera
gamma d’offerta.
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